Riconoscimento facciale. De Cristofaro (AVS) No a Stato di polizia, No a schedatura di massa

Sul riconoscimento facciale la destra fa una forzatura inaccettabile e gravissima. Peraltro l’Unione Europea ha comunicato che nel regolamento europeo non è assolutamente previsto quello che cerca di fare invece il governo italiano. Insomma è come se ci fosse una presunzione di colpevolezza collettiva, come se ci fossero 60 milioni di persone che debbano dimostrare di essere innocenti. Il tema della libertà personale è un tema molto serio, è un caposaldo delle democrazie liberali. Noi siamo una democrazia. Abbiamo una Costituzione che dice cose molto chiare, molto nette sul tema della libertà personale. Questa gigantesca operazione di propaganda che stiamo subendo alla fine cambia i connotati democratici e i valori fondanti di fondo del nostro paese. Una cosa di una gravità inaudita. Il riconoscimento facciale vuol dire che si può mettere una telecamera che inquadra non semplicemente che è sospettato di un reato, ma chiunque. Questi dati dove finiscono? Chi ne mantiene il possesso? A chi vanno? Perché bisogna consegnare tutti questi dati a qualche società di cui peraltro si sa poco, e che magari è gestita da un qualche oligarca in qualche parte del mondo? Noi non siamo una democratura. Non siamo un paese dove qualcuno ha deciso che bisogna superare la democrazia. Siamo un paese che ha una Costituzione, che ha delle regole democratiche, che ha delle leggi. Mi preoccupa molto questa operazione di strumentalizzazione che si sta facendo. Non siamo in una situazione emergenziale tale da poter giustificare uno Stato di polizia e schedature di massa. 
Così il capogruppo di AVS Peppe De Cristofaro al