Dunque ministro Giorgetti, a parte la composizione della spesa per la difesa che ci ha ricordato rispondendo alla nostra interrogazione, dove volevate infilarci pure il ponte sullo stretto, ma al di là del gioco delle tre carte del governo che tutti conosciamo e che non fa molto onore né a lei che invece è persona seria né a questo Paese resta il punto decisivo: abbia pazienza signor ministro, lei afferma in quest’Aula che non è automatico il taglio della spesa sociale. Ma in questo Paese questi tagli esistono già e feriscono in profondità i diritti di milioni di italiani, non solo non c’è bisogno di altri tagli sul sistema sanitario nazionale pubblico, abbiamo invece bisogno di aumentare potentemente i finanziamenti al sistema sanitario nazionale pubblico.
Per questa ragione abbiamo bisogno di andare in direzione ostinata e contraria a quella della corsa al riarmo che volete fare.
Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs replicando nell’Aula di Montecitorio al ministro dell’Economia nel corso del Question Time.
Signor Ministro, l’ufficio parlamentare di bilancio ce lo ha ricordato oggi sbattendoci questi dati in faccia potentemente – prosegue il leader rossoverde – negli ultimi 30 anni il salario reale degli italiani ha perso quasi sette punti percentuali, per il 10% più povero dei lavoratori di questo Paese la perdita arriva al 40% .
Allora io chiedo a lei e soprattutto a Giorgia Meloni , che peraltro farebbe bene a venire ogni tanto in quest’aula a rispondere alle domande dei parlamentari e magari a dirci qualcosa sulla folle scelta di aderire agli ordini di Donald Trump sul riarmo, quando vi occuperete degli stipendi degli italiani, del diritto alla salute, del diritto all’istruzione, della crisi climatica sta esplodendo addosso a tutti i cittadini in ogni parte d’Italia con gli incendi al Sud e la grandine al Nord ?
Concentratevi su queste priorità – conclude Fratoianni – invece che inseguire la follia di miliardi e miliardi buttati in bombe e in missili, che peraltro come insegna la storia e l’esperienza non rendono mai più sicuri ma aumentano l’incidenza, la frequenza e il carattere distruttivo dei conflitti che infiammano il mondo.
