Lavoro. Magni (AVS): turismo da record ma lavoratori precari e sottopagati

In Italia il turismo è da record, gli stipendi dei lavoratori del settore no. Un record fatto sulle spalle di lavoratori precari e sottopagati. L’ultimo studio della Filcams Cgil e il Rapporto Svimez scoperchiano una realtà drammatica: il lavoro povero nel settore turistico. Per gli oltre due milioni di lavoratori e lavoratrici del settore lo stipendio è meno della metà di quello dei dipendenti privati. Nel turismo sette lavoratori su dieci hanno un reddito da lavoro sotto la soglia di povertà. Il lavoro povero riguarda una lavoratrice su due e oltre il 30%% degli uomini. E nel mezzogiorno è anche peggio. La colpa è principalmente della giungla di contratti che si applicano: part-time, lavoro somministrato, a chiamata, stagionale, a tempo determinato. Una vera e propria selva di contratti precari che precarizzano anche il lavoro e tengono bassi gli stipendi. Per non parlare del sommerso, del lavoro nero o di quello grigio fatto di poche ore dichiarate e il resto fuori busta. Un modello d’impresa basato sul taglio dei costi e su stipendi da fame. Contro il lavoro povero l’unica soluzione è il salario minimo. Il lavoro deve garantire dignità, non povertà.

 

Lo afferma il senatore di AVS Tino Magni.