Nel centrosinistra ciascuno pensa che senza di lui non si vince. Non abbiamo la pretesa dell’autosufficienza, né l’arroganza. Noi mettiamo in campo la nostra determinazione a partire dalle cose su cui abbiamo già costruito un lavoro denso, che è già la traccia dell’alternativa. Poi siamo pronti a confrontarci con tutti.
Con una sola condizione, l’ambizione di disegnare un Paese diverso: sono trent’anni che va avanti il ritornello della moderazione, della responsabilità.
Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs in un’intervista al Domani.
Ma la condizione di vita della maggioranza delle persone – prosegue il leader rossoverde – si misura con gli stipendi fermi al palo e con il costo della vita che continua ad aumentare, e non è moderata per niente. Né la crisi che attraversa il Paese, né la corsa a riarmo, alla crisi climatica. Considero moderata la redistribuzione della ricchezza, l’aumento degli stipendi, la pace, il diritto internazionale. Se moderazione è un programma privo di una direzione decisa, si perde. E non è estremismo nemmeno il bisogno di radicalità delle giovani generazioni.
Se vogliamo vincere innanzitutto occorre sconfiggere la sfiducia, che alimenta l’astensione, l’idea che alla fine l’uno o l’altro non cambia niente. Far capire agli italiani che se governiamo noi cambiano le cose. Vuol dire – conclude Fratoianni – mettere in discussione le politiche non di questa pessima destra, ma anche alcune scelte delle stagioni che abbiamo alle spalle.
