Grazie ai sindacati e alla mobilitazione e alla lotta dei lavoratori e delle lavoratrici, l’Electrolux fa una parziale marcia indietro. Un piccolo passo avanti, ma non basta. Va impedita la chiusura degli stabilimenti e vanno fermati i licenziamenti. E per farlo il governo deve mettere in campo tutti gli strumenti per impedire che la multinazionale svedese scappi all’estero. Salvaguardare la continuità produttiva e occupazionale dell’azienda serve a frenare quell’impoverimento del tessuto produttivo nazionale e dell’occupazione industriale in atto. La vicenda Electrolux è una grande vertenza politica di carattere nazionale, non una semplice sommatoria di crisi locali di livello regionale. La sospensione è un primo risultato della mobilitazione, ora il ritiro del piano di licenziamenti e chiusure.
Lo afferma il senatore di AVS Tino
Magni.
