Il decreto lavoro è un inganno ai lavoratori e alle lavoratrici. Un decreto che non affronta le cause strutturali della crisi salariale in corso. Un decreto che si chiama lavoro ma che non mette un euro nelle tasche dei lavoratori, mentre alle imprese destina 1 miliardo di euro. Un decreto che esclude l’introduzione di un salario minimo legale a sostegno della contrattazione collettiva e non prevede una legge sulla rappresentanza contro il dumping contrattuale. Sul salario giusto poi siamo al massimo dell’ipocrisia. Per cercare di aumentare gli stipendi dei lavoratori e delle lavoratrici, cambiano il trattamento economico complessivo (TEC) includendo elementi variabili e accessori, comprese le mensilità aggiuntive e le indennità contrattuali fisse e continuative, nonché le prestazioni di welfare contrattuale. Una vera e propria truffa. Come Alleanza Verdi e Sinistra abbiamo presentato 331 emendamenti per cambiare radicalmente il decreto Lavoro del governo, per introdurre il salario minimo legale, contrastare il dumping contrattuale e salariale, escludere l’utilizzo dei contratti pirata e dei subappalti a cascata. Ma, soprattutto, per dire basta al lavoro povero e sì al lavoro di qualità.
Lo afferma il senatore di AVS Tino Magni.
