Anche l’Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB) smonta la propaganda della destra sull’aumento dei salari. Le retribuzioni sono sì cresciute del 3,1% ma in termini reali rimangono inferiori di oltre l’8 per cento rispetto ai valori medi del 2020. Una cosa che i lavoratori e le lavoratrici sanno benissimo perché la vivono sulla propria pelle. Il costo della vita aumenta, il carrello della spesa aumenta, i carburanti aumentano, meno che i salari, perché la destra si è opposta in questi anni a tutte quelle misure per aumentare gli stipendi. Al nostro Sblocca stipendi, per il recupero dell’inflazione e contro il lavoro povero, e al salario minimo, la destra contrappone il ‘salario giusto’, che in realtà è più debole dei contratti veri, e spalanca la strada ai contratti pirata invece di combatterli. In Italia i bassi salari, la precarietà, il lavoro sommerso e lo sfruttamento sono un dato strutturale. Dopo la Commissione Europea, che ha espresso forte preoccupazione per la mancata crescita dei salari reali e la forte diffusione del precariato, ora l’UPB. Per il governo una bocciatura senza appello.
Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni.
