Dopo la farsa delle questioni procedurali, burocratiche e tecniche della scorsa settimana in Aula al Senato e il rinvio in commissione, oggi la farsa della presentazione di nuovi emendamenti in commissione. La destra non vuole nessuna legge sul suicidio medicalmente assistito e fa di tutto per affossare una legge attesa. Ad anni dalla Sentenza dell’Alta Corte, con la quale ha esortato il Parlamento ad intervenire per disciplinare il cosiddetto suicidio medicalmente assistito e per garantire il diritto all’autodeterminazione delle persone affette da patologie irreversibili e da sofferenze intollerabili, siamo ancora senza una legge. Alcune regioni hanno già approvato una legge regionale, a giorni anche l’Emilia Romagna, con procedure chiare, tempi certi e tutela della dignità delle persone. L’Italia però ha bisogno di una legge nazionale sul fine vita che garantisca uguali diritti a tutti i cittadini e a tutte le cittadine su tutto il territorio. Per noi non sono ammissibili scorciatoie privatistiche, soltanto il Servizio sanitario nazionale può assicurare uniformità di trattamento, tutela della dignità delle persone e assenza di discriminazioni economiche o territoriali nell’accesso al fine vita. Avs non si presta alla farsa e non presenta nessun nuovo emendamento. Basta tergiversare, è ora che la destra si assuma le proprie responsabilità.
Lo afferma la senatrice dell’Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Cucchi.
