Salario. Magni (AVS): per quello giusto ci vuole il salario minimo

Uno dei maggiori problemi dei lavoratori e delle lavoratrici italiane sono i bassi salari, falcidiati dall’alta inflazione che ne erode il potere d’acquisto. Sempre più lavoratori non arrivano alla fine del mese e i contratti pirata, e la precarietà, hanno creato la nuova figura del lavoratore povero, cioè quel lavoratore che pur lavorando guadagna così poco che il reddito è al di sotto della soglia di povertà. Purtroppo il decreto 1 maggio non cancella i contratti pirata che comprimono salari e diritti, e non aumenta di un euro la paga dei lavoratori. L’aver definito che il salario giusto è quello legato alla contrattazione collettiva è un passo in avanti per il governo Meloni, che non basta. Nei contratti di lavoro ci sono tre voci e la principale è la paga oraria. Se si vogliono aumentare davvero i salari ai lavoratori e alle lavoratrici, bisogna aumentare la paga oraria. E per aumentare la paga oraria è necessario il salario minimo, una cifra fissa oraria stabilita per legge valida per tutti i settori. Per fare il salario giusto ci vuole il salario minimo.

 

Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni.