Io credo che se un ragazzo, appartenente alla comunità ebraica romana può ad un certo punto pensare di prendere una pistola, seppur ad aria compressa, e andare a sparare a due persone la cui unica colpa è indossare il fazzoletto dell’Anpi, che indossano cioè il simbolo di una stagione, la Resistenza italiana, che ci ha liberato dai nazisti e dai fascisti che sono stati responsabili della Shoah è evidente che c’è un cortocircuito che ha superato ogni limite e che necessita di una riflessione profonda.
Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs dai microfoni di Skytg24 nel corso di Agenda condotta da Lavinia Spingardi.
E io temo che questo abbia molto a che fare – prosegue il leader rossoverde – anche col fatto che che in questi anni durante la fase più terribile del genocidio a Gaza e comunque dei movimenti contro le violenze dello Stato israeliano con troppa semplicità, qualcuno ha cercato di far passare chi si batteva per la giustizia in Palestina come un antisemita. Il contrario di quello che è .
Si tratta invece – conclude Fratoianni – di rimettere in ordine le cose, perché altrimenti il rischio che poi appunto episodi come quello del 25 aprile a Roma possono lasciare strada ad episodi ancora più gravi e innescare un cortocircuito dal quale poi diventa davvero difficile uscire.
