Mentre i salari in Italia continuano a perdere valore, il costo della vita continua a crescere. La guerra nel Golfo, con il possibile aumento dell’inflazione e dei prezzi, rischia di essere il colpo mortale per lavoratrici e lavoratori italiani. L’incognita della guerra nello scenario internazionale, con gli aumenti del costo dell’energia e dei carburanti, sta mettendo famiglie e imprese in grande difficoltà. Il ritardo cronico nei rinnovi contrattuali, poi, ha fatto crollare il potere d’acquisto e milioni di lavoratori e lavoratrici oggi sono più povere di qualche anno fa. Di fronte a questa emergenza il governo Meloni è fermo, ha scelto di non fare nulla. Niente per mitigare l’aumento dei prezzi, niente per accelerare il rinnovo dei contratti ma, soprattutto, ha bocciato il salario minimo e il recupero della tassa nascosta del fiscal drag. Come al solito le crisi le pagano i lavoratori. La Meloni è troppo impegnata a fare la guerra ai magistrati per risolvere i veri problemi del paese e degli italiani.
Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni.
