Glovo è stata commissariata dalla Procura di Milano per Caporalato: perché teneva i suoi oltre 40mila lavoratori in condizione di schiavitù, pagandoli ben al di sotto della soglia di povertà.
Semplicemente inaccettabile e raccapricciante. Lì dove il governo Meloni non ha mai voluto mettere mano, è arrivata la magistratura a fare la cosa giusta.
Lo scrive su Facebook Nicola Fratoianni di Avs.
Ora – prosegue il leader di SI – serve subito mettere al sicuro e regolarizzare gli oltre 40mila lavoratori, garantendo retribuzioni giuste e dignitose, con contratti reali che riconoscano diritti e tutele. Senza se e senza ma.
Ma serve anche una multa esemplare, il cui importo deve essere destinato ai lavoratori come risarcimento, e dare il potere ai lavoratori di avere un maggiore controllo sulle scelte aziendali.
Così vediamo – conclude Fratoianni – se a questi neoschiavisti digitali passa la voglia di ridurre in schiavitù le persone.
