Ex Ilva. Magni (AVS): chiarire dinamica e responsabilità. Futuro ex Ilva passa da messa in sicurezza impianti Taranto e tutela lavoratori

Una strage senza fine che non accenna a fermarsi. Il 2026 si apre all’insegna delle morti sul lavoro con cinque vittime in una settima. E ieri ha perso la vita un operaio all’ex Ilva di Taranto. In Senato proprio in queste ore stiamo discutendo di un decreto del governo che riguarda l’ex Ilva. L’ennesimo decreto che destina risorse alla sola gestione ordinaria e non rafforza gli interventi di manutenzione per prevenire il rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori. A Taranto occorre mettere in campo un piano di risanamento che garantisca innanzitutto la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori. Un piano che avvii il percorso di decarbonizzazione e. Sia fatta piena luce per chiarire la dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità. Siamo vicini alla famiglia dell’operaio, a cui vanno le nostre più sentite condoglianze. Morire sul luogo di lavoro non è una tragica fatalità, è frutto di scelte sbagliate, norme ignorate, procedure di sicurezza non applicate, mancanza di controlli, prosegue Magni. La sicurezza sul lavoro non può essere considerata solo un costo per le aziende, ma un obbligo per Stato e imprese e un diritto per i lavoratori. Gli interventi legislativi messi in campo dalla ministra Calderone non sono sufficienti. Il governo è stato a dir poco timido, più attento a non andare in rotta di collisione con il mondo datoriale che a risolvere il problema degli incidenti e delle morti sul lavoro. Sosteniamo lo sciopero immediato convocato da Fim, Fiom e Uilm, servono risposte e soluzioni concrete per il lavoro e la sicurezza. Il futuro dell’ex Ilva passa anche dalla messa in sicurezza degli impianti e dalla tutela dei lavoratori, conclude Magni.

Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni.