La manovra di bilancio di Giorgetti e Meloni è nata male e finita peggio. Una legge di bilancio che non risolve la situazione reale dei cittadini. Il paese è fermo, con una crisi industriale senza precedenti. Cresce l’occupazione, ma non i salari. I giovani vanno via e scelgono altri paesi d’Europa, in particolare la Spagna che va meglio di noi. Per trovare le risorse hanno raschiato il fondo del barile andando a colpire gli ultimi, quelli che hanno di meno, invece di andare a prendere da chi in questi anni ha fatto enormi profitti, aziende energetiche, della difesa, i grandi patrimoni. L’emendamento per le imprese da 3,5 miliardi, per il recupero della capacità produttiva, viene finanziato dai lavoratori e dalle lavoratrici. La destra dice di avere fatto pagare le banche e le assicurazioni, ma è una balla, una vera e propria balla. La realtà è che con una mano il governo dice di togliere e con l’altra in realtà gli regala la previdenza complementare. La destra ha dato un mercato alle banche e alle assicurazioni, come contropartita. La politica della destra risponde solo ai grandi capitali, mentre fa cassa sui poveri. Volevano abolire la Fornero, invece la Fornero rimane, ma peggiorata, e gli italiani andranno in pensioni più tardi e più poveri. La destra penalizza i lavoratori usuranti, i lavoratori precoci, le donne e i giovani. Niente sulla casa e sul diritto all’abitare, il tanto sbandierato ‘Piano Casa’ di Meloni viene addirittura definanziato, e non contenti hanno addirittura provato a mettere il condono edilizio. La manovra di bilancio della destra è classista e favorisce i più forti contro i deboli. Stanno facendo male al paese e devono andare a casa.
Così il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni nella dichiarazione di voto di AVS sulla manovra economica.
