Manovra. Magni (AVS): giù le mani dai soldi dei lavoratori

Le modifiche alla previdenza complementare sono gravissime. Oltre all’emendamento che mette in discussione il ruolo della contrattazione collettiva e apre alla portabilità del contributo a carico del datore di lavoro, oggi il ministro Giorgetti ne ha annunciato un altro, se possibile, peggiore. Per finanziare la legge di bilancio il governo vuole prendere i soldi dalla previdenza complementare, che sono soldi dei lavoratori e delle lavoratrici. Senza nessun confronto con le parti sociali si introduce l’obbligatorietà del silenzio assenso sull’adesione alla pensione integrativa. La previdenza complementare non è di proprietà dei padroni, ma dei lavoratori. E se tocchi qualcosa dei lavoratori ne devi discutere con il sindacato. In manovra niente su lavoro, salari e pensioni, in compenso modificano la Naspi e la previdenza complementare. Il tutto senza aver mai avviato un confronto con le organizzazioni sindacali. La previdenza complementare è un pezzo del sistema previdenziale e cambiare le regole senza confronto con le organizzazioni dei lavoratori è una scelta sbagliata figlia degli attacchi ai sindacati di questi giorni. Il governo fa cassa con i soldi dei lavoratori per coprire alcune parti della manovra. Una cosa gravissima su cui faremo battaglia in parlamento.

Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni.