Chiediamo un’informativa urgente del Ministro degli Esteri sulla situazione di Gaza e della Cisgiordania: domenica scorsa tre attivisti volontari italiani sono stati svegliati a calci e pugni, picchiati dall’ennesima iniziativa dei coloni israeliani che praticano in Cisgiordania, ormai da molto tempo, una violenza sempre più impunita. Lo abbiamo detto molte volte in quest’Aula: non sono episodi che possono essere liquidati come il gesto di violenti isolati. E non possono essere liquidati con un richiamo alla necessità che finiscano le isolate violenze di qualche colono.Sono il frutto di una strategia politica.
Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs prendendo la parola nell’Aula di Montecitorio ad inizio lavori.
Quando fu annunciata con la presentazione del cosiddetto “Piano Trump” la possibilità di giungere a una tregua, noi – prosegue l’esponente di Avs – fummo, insieme ai colleghi e alle colleghe di tutto il Parlamento, qui a dire: se c’è qualcosa che è in grado di interrompere il ciclo infernale dello sterminio sia benvenuto. Ma attenzione, dicevamo anche, perché la pace, perché sia tale, perché diventi pace, ha bisogno di molti passi: ha bisogno di scelte, ha bisogno del protagonismo del popolo palestinese, del riconoscimento di uno Stato palestinese, che ancora, colpevolmente, non arriva, anche da parte del nostro Governo.
È venuto il presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen, a Palazzo Chigi qualche settimana fa; tornerà ospite di Atreju: sarebbe bello che, almeno in quell’occasione, arrivasse una notizia: che è arrivato finalmente il momento dopo molti rinvii – dopo il domani, il dopodomani, il dopodomani ancora, forse vedremo – di annunciare il riconoscimento dello Stato palestinese. È arrivato il momento che il nostro Governo alzi la voce. È arrivato il momento di riaccendere i riflettori.
Perché a Gaza continuano sistematicamente le violazioni unilaterali della tregua continuano i bombardamenti, le uccisioni mirate. Continua, nei fatti, un silenzioso genocidio. Perché ogni giorno la Cisgiordania è il teatro di un’occupazione sempre più insopportabile, non strisciante, ma prorompente: omicidi, pestaggi, pestaggi ai danni dei nostri volontari e di altri Paesi, ma pestaggi ed omicidi, soprattutto, nei confronti della popolazione palestinese.
Oggi ai nostri connazionali mandiamo un abbraccio pieno di ringraziamento per il lavoro che fanno e vogliamo che vengano tutelati, ma loro ci ricordano che l’oggetto della nostra attenzione e della nostra iniziativa politica deve essere la condizione del popolo palestinese. Allora – conclude Fratoianni – aspettiamo ancora che da parte di questo Governo, oltre alle parole di richiamo, ci sia qualche atto concreto per dare a quel popolo, a quella terra, una speranza, una possibilità di fuoriuscire da questo ciclo infernale, che sembra non finire mai.
