Scendere in piazza è un atto politico che ha a che fare con la resistenza che si agisce occupando lo spazio coi nostri corpi. Una resistenza che si oppone alla deriva reazionaria e a una cultura patriarcale, misogina ed omolesbobitransfobica: una cultura veicolata da chi, forte delle proprie convinzioni sessiste, agisce il possesso calpestando vite e corpi. Discriminazioni, violenze di genere, femminicidi sono il prodotto di un sistema malato, non gesti isolati. Per questo l’inasprimento delle pene non è la soluzione e soprattutto non basta a eliminare il fenomeno. Lo afferma Marilena Grassadonia Responsabile Diritti e Libertà di Sinistra Italiana.
Servono interventi strutturali e sistemici che – prosegue l’esponente rossoverde – introducano, nelle scuole di ogni ordine e grado, un’educazione sessuo-affettiva capace di offrire alle giovani generazioni strumenti e informazioni necessarie per costruire la propria identità e vivere relazioni sane che partano dal rispetto di sé e delle altre persone. Occorrono percorsi formativi che parlino di autodeterminazione, educazione alle differenze, lotta agli stereotipi di genere e che veicolino consapevolezza e cultura del consenso.
Come Sinistra Italiana rinnoviamo ogni giorno il nostro impegno in queste sfide di civiltà, sentendoci parte di una rete più ampia composta da associazioni, collettivi, centri antiviolenza e scuole che lavorano costantemente contro ogni forma di discriminazione e violenza di genere. La consapevolezza della gravità del momento storico che stiamo attraversando ci impone una responsabilità politica che è al tempo stesso personale e collettiva, e che passa necessariamente anche attraverso la mobilitazione delle piazze.
Ognuna di noi può fare la differenza: con il proprio corpo, la propria storia, la propria lotta. E questo faremo oggi, scendendo a manifestare nelle piazze di tutta Italia per – conclude Grassadonia – la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Lo rende noto l’ufficio stampa Roma, 25 novembre 2025
