Abbiamo presentato alla pessima manovra di bilancio della destra 533 emendamenti. Una contromanovra che punta su sanità, casa, lavoro, trasporti, ambiente e welfare per un’Italia diversa, più equa e solidale. La Meloni presenta una manovra che sa di austerità e guarda alle agenzie di rating, noi una contromanovra che sa di redistribuzione e parla al Paese reale. Due sguardi sull’Italia di oggi assai differenti. Dopo anni di alta inflazione e salari bassi, proponiamo la sterilizzazione del drenaggio fiscale, il superamento del precariato con la stabilizzazione dei precari dalla ricerca alla giustizia, istituiamo il salario minimo, proponiamo un meccanismo di indicizzazione delle retribuzioni da lavoro, la riduzione dell’orario di lavoro e il blocco dell’adeguamento automatico alla speranza di vita. In questi anni di crisi c’è chi ha fatto enormi guadagni ed è giusto che ora aiuti il paese e per questo proponiamo un contributo di solidarietà per il settore energetico e uno per il settore della difesa e visto che l’84% degli italiani è favorevole all’introduzione di un’imposta sui super patrimoni, e ritiene giusto redistribuire la ricchezza, Avs presenta un contributo straordinario sulle grandi ricchezze. Proroga delle agevolazioni fiscali per l’acquisto prima casa da parte degli under 36, incremento della riduzione Imu prevista per i contratti di locazione a canone agevolato, estensione dell’applicazione dell’aliquota ridotta della cedolare secca al 10% a tutti i contratti a canone concordato, un sostegno per l’acquisto dei testi scolastici e universitari, asili nido gratis e congedo paterno per aiutare le giovani generazioni. In un Paese in cui, nel 2024, quasi 5,8 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi proponiamo un riordino complessivo della spesa sanitaria attraverso un meccanismo differente di finanziamento del FSN, l’aumento del finanziamento per il Ssn e l’abrogazione integrale del tetto dei limiti di spesa per le assunzioni del personale sanitario. Tagliamo la spesa per armamenti e per il Ponte sullo Stretto di Messina, e via i sussidi ambientalmente dannosi (SAD) per interventi di efficientamento energetico e per incrementare il Fondo nazionale di adattamento al cambiamento climatico. E poi rifinanziamo i centri antiviolenza e il bonus psicologico, proponiamo una imposta ambientale sui prodotti dell’ultra fast fashion, maggiori risorse per riqualificare le carceri e migliorare la vita detentiva, aumentiamo il fondo anti povertà e chiediamo la riduzione delle classi pollaio.
Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni.
