Chi ha autorizzato un matrimonio con oltre 300 invitati all’interno dell’Archivio di Stato di Napoli? Come è possibile che uno dei chiostri monumentali più belli del nostro Paese, situato nell’antico monastero benedettino dei Santi Severino e Sossio, nel cuore del centro storico della città, venga trasformato in una sala per eventi con musica, balli e fumo artificiale. L’altissimo numero di invitati ha messo a rischio il ciclo pittorico del cinquecento, gli affreschi, il chiostro del Platano, utilizzato per il taglio della torta con tanto di fuochi di artificio, e il patrimonio storico-artistico presente. Eventi di questo genere, come i matrimoni, non dovrebbero essere celebrati in luoghi di tale importanza. I beni culturali sono patrimonio di tutti, e non possono essere usati per singoli eventi privati a pagamento. Bene hanno fatto le organizzazioni sindacali dell’Archivio a denunciare quanto accaduto. Presenterò un’interrogazione al ministro della Cultura Alessandro Giuli per sapere chi ha autorizzato l’evento all’interno dell’Archivio, se ci sono stati danni al patrimonio e se non ritenga per il futuro preservare gli ambienti monumentali dell’Archivio di Stato di Napoli da questo tipo di manifestazioni pubbliche.
Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama.
