Fisco. Magni: flop adesioni concordato, solo metà di quanto previsto e pensano pure di prorogarlo

Alla fine la montagna ha partorito il topolino. Il governo si aspettava dal concordato biennale preventivo entrate tra i 2 e i 3 miliardi, per l’esattezza 2,5 miliardi di euro. Ora, secondo le prime stime diffuse dal governo stesso, le entrate si fermerebbero a circa la metà di quanto preventivato, circa 1,3 miliardi, perché ha aderito a malapena il 15% della platea di contribuenti a cui era destinato il condono, circa 405 mila su 2,7 milioni. Non proprio un successone, un flop facilmente prevedibile. Ma, soprattutto, un fallimento totale visto che il costo del condono abbinato al concordato è di quasi un miliardo, fondi presi attingendo al fondo per l’attuazione della riforma fiscale. La sanatoria a prezzi di saldo e a rate del governo Meloni non ha convinto i furbetti delle tasse, certi che tanto prima o poi un altro condono verrà fuori. E infatti, mentre la destra di governo esulta per il risultato e già parla di proroga, gli evasori brindano in attesa del nuovo condono.

 

Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni, componente della commissione Bilancio di palazzo Madama.