Manovra. Magni: ascoltare grido allarme Fondazione GIMBE, maggiori risorse per sanità

Il governo ascolti il grido d’allarme lanciato oggi dal presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta: i fondi stanziati non bastano, la sanità ha bisogno di maggiori risorse, è a rischio l’universalità delle prestazioni. Le risorse in manovra per il Servizio Sanitario Nazionale, nonostante gli annunci roboanti della Meloni, non sono sufficienti a rispondere al bisogno di salute dei cittadini e sono del tutto insufficienti per invertire il progressivo declino della sanità pubblica. Il servizio sanitario nazionale è in grande affanno e, come ha denunciato oggi la fondazione Gimbe, mancano all’appello 19 miliardi da qui al 2030. La spesa sanitaria in rapporto al PIL peggiora anno dopo anno, 6,04% nel 2025, 6,03% nel 2026 e 5,91% nel 2027 e nel 2023 hanno rinunciato alle cure oltre 4 milioni di italiane ed italiani e di questi 2 milioni lo hanno fatto per motivi economici. Molti italiani non ce la fanno a pagare centinaia di euro per analisi, Tac e risonanze magnetiche. Una situazione insostenibile che rischia di minacciare il diritto universale alla salute nel nostro Paese. Dietro al definanziamento del SSN nazionale c’è il piano della destra di spostare l’asse verso il privato, le assicurazioni, le cooperative e le multinazionali della salute.

 

Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni.