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Trasporti. Magni: assurda richiesta risarcitoria Trenord contro rappresentante pendolari

Ormai non si può più neanche criticare ‘il manovratore’ e questa volta nel senso letterale del termine. Nei giorni scorsi è stata recapitata formale diffida, con contestuale esorbitante richiesta risarcitoria di 10.000 euro, a Giorgio Dahò, membro del comitato pendolari della linea Milano-Lecco-Sondrio-Tirano, uno dei cinque rappresentanti dei viaggiatori alla conferenza regionale del trasporto pubblico locale, nonché figura ‘storica’ del pendolarismo lombardo, da parte della società Trenord per aver segnalato le inefficienze del servizio in un comunicato datato 9 maggio 2024. Il Dahò è accusato di aver denunciato l’uso di carrozze vecchie 40 anni, e l’utilizzo di treni con poche carrozze. La richiesta risarcitoria di Trenord a Giorgio Dahò è assurda e un tentativo neanche troppo celato di condizionare un rappresentante dei viaggiatori nel compiere una funzione che comporta ovviamente anche il controllo dello svolgimento del servizio a tutela dei viaggiatori stessi. Da parte di Trenord, una joint venture, sotto forma di società a responsabilità limitata, costituita da Trenitalia e dal gruppo FNM, una condotta vessatoria contro un soggetto che stava svolgendo una funzione pubblica in rappresentanza dei diritti di una collettività. Su questo caso ho presentato una interrogazione a Salvini affinché si attivi per garantire il rispetto dei diritti costituzionali, compreso quello alla libertà di espressione e manifestazione del pensiero di tutti, e in particolare come intenda garantire il diritto di critica di figure quali quella del rappresentante dei viaggiatori, preposto al monitoraggio del livello di efficienza del servizio di trasporto pubblico e titolare quindi, proprio in ragione del ruolo svolto a favore della collettività, di un ruolo di rappresentanza e di un diritto espresso di critica e controllo.

Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni.