Anche noi ci associamo alla richiesta di informativa urgente con i colleghi del Pd e del Movimento 5 stelle che hanno sollevato problemi seri di cui anche noi ci stiamo occupando. Come il problema delle scuole nei comuni montani che rischia di peggiorare con questa ennesima riforma e che si caratterizza come un vero abbandono dei territori soggetti a spopolamento. Quando in un comune non ci sono scuole, si costringono le famiglie con bambini e bambine alla migrazione. Avs ha avanzato una proposta di legge d’iniziativa popolare su cui sono state raccolte circa 60.000 firme per ridurre il numero minimo e il numero massimo di studenti per classe; ottenere quindi per questa via un aumento del benessere e una maggiore qualità dell’istruzione. Nelle aree interne questa proposta potrebbe salvare tante scuole e salvare tante classi che attualmente non possono formarsi. Non è stato un caso che sono stati tantissimi gli amministratori dei piccoli comuni delle aree interne e delle aree montane a sostenere questa nostra proposta. Questa riflessione va assolutamente fatta.
Lo dichiara Elisabetta Piccolotti di Avs intervenendo nell’aula di Montecitorio.
La crisi demografica non è una buona occasione, come dice il Ministro Giorgetti, per risparmiare sulla spesa dell’istruzione – prosegue la deputata rossoverde della commissione cultura alla Camera – ma è invece in qualche modo una condizione che dovrebbe indurci a fare un’operazione di senso per cancellare la pessima riforma Gelmini e per riprendere ad avere classi in cui sia possibile fare didattica innovativa con numeri contenuti di bambini e bambine, di ragazze e ragazze, e così migliorare il sistema di istruzione. Per tutte queste ragioni Presidente, le ribadisco questa richiesta e insistiamo affinché finalmente si faccia – conclude Piccolotti – una discussione sulla presenza delle scuole nelle aree interne e montane.
Lo rende noto l’ufficio stampa Roma, 24 febbraio 2026
