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Roma: Fratoianni, interrogazione su giornalisti fermati a flashmob

“Vogliamo sapere dal governo se intende davvero accertare fino in fondo come si siano svolti i fatti di ieri a Roma quando tre giornalisti sono stati fermati, identificati e successivamente condotti in un commissariato, perquisiti e trattenuti per ore dalla Polizia di Stato mentre, per lavoro, stavano seguendo un’azione dimostrativa di Ultima Generazione. I giornalisti coinvolti, sin dalle prime ricostruzioni raccontano di essersi identificati immediatamente come appartenenti alla stampa, invece secondo il comunicato stampa rilasciato in serata dalla Questura i giornalisti sottoposti ad identificazione non avrebbero dichiarato di essere giornalisti. Peraltro appare quanto meno inverosimile e irragionevole che dei giornalisti, quando vengono fermati dalle forze dell’ordine, non si qualifichino prontamente come giornalisti o operatori dell’informazione”. È quanto si legge nell’interrogazione parlamentare al ministro Piantedosi dell’Alleanza Verdi Sinistra, primo firmatario Nicola Fratoianni. “A questo punto deve essere fatta massima chiarezza – si legge nell’atto ispettivo – anche rispetto alle versioni divergenti fornite dai giornalisti rispetto alla Questura e al Dipartimento di Pubblica Sicurezza e qualora venisse accertata l’infondatezza del fermo posto a carico dei tre giornalisti vogliamo sapere se il governo intende assumere i provvedimenti necessari nei confronti degli autori del fermo, dal momento che lo stesso sembra configurarsi come un abuso, nonché un impedimento, da parte delle forze dell’ordine, all’esercizio dell’attività giornalistica e di informazione garantita dalla Costituzione”.

“Non è la prima volta che dei giornalisti vengano fermati, identificati e trattenuti in uffici di polizia per ore in occasione di azioni dimostrative organizzate da Ultima Generazione, era già accaduto a Messina ad un cronista di Repubblica e a Padova ad un giornalista del Mattino di Padova e ciò dimostra un comportamento delle forze dell’ordine che va stigmatizzato e fermamente condannato: non è pensabile infatti che in uno Stato democratico giornalisti e fotografi vengano trattenuti dalle forze dell’ordine così che venga impedito che possano liberamente svolgere il loro lavoro di operatori dell’informazione; si tratta, ad avviso dell’interrogante di episodi di carattere intimidatorio e di strisciante condizionamento, in violazione della libertà di informazione e della dignità professionale dei giornalisti coinvolti. Ogni giornalista ha il dovere e non solo il diritto di seguire i fatti di cronaca – conclude Fratoianni – e il loro lavoro non può essere impedito senza validi e fondati motivi dalle forze dell’ordine”.