Puglia. Manifestanti pro Pal identificati. Piccolotti (Avs): La libera espressione non si ferma ai tornelli di un palazzetto. Interrogazione ad Abodi e Piantedosi

Al Pala San Giacomo di Conversano, durante le partite di pallamano di EHF European Cup del 16 e 17 settembre contro la squadra israeliana del Maccabi Rishon Le Zion, a diversi cittadini con regolare biglietto sarebbe stato negato l’ingresso perché indossavano simboli della Palestina o perché avevano preso parte a una protesta pacifica e autorizzata. Secondo le testimonianze, in diversi sarebbero stati fotografati con il documento d’identità in mano e il volantinaggio previsto sarebbe stato ostacolato dalle autorità presenti. Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Avs.

Una maglietta non è una minaccia all’ordine pubblico – prosegue la deputata rossoverde – e l’articolo 21 della Costituzione non si sospende ai tornelli di un palazzetto. Semmai andrebbero sospese le squadre israeliane, come già fatto con quelle russe: Israele sta commettendo un genocidio a Gaza e il suo premier è destinatario di un mandato d’arresto della Corte penale internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità. Abbiamo presentato un’interrogazione ai ministri dell’Interno e dello Sport: vogliamo sapere chi abbia dato queste disposizioni, quante persone siano state escluse e dove siano finiti immagini e dati raccolti. Un ennesimo atto di repressione del dissenso dopo l’identificazione di chi, proprio in Puglia più di un anno fa, esponeva la bandiera palestinese alla finestra al passaggio del Giro d’Italia, conclude Piccolotti.

Lo rende noto l’ufficio stampa – Roma, 6 ottobre 2026