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Ponte sullo stretto: governo vuole andare avanti a stralci, scippo al Sud

Roma – “Nei giorni scorsi il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto sulle materie critiche. Il decreto avrebbe dovuto occuparsi della facilitazione dell’ approvvigionamento di materie critiche necessarie per la transizione ecologica e digitale. Invece dentro c’è di tutto. Soprattutto prebende al ministero per le infrastrutture. Fra le altre riguarda l’opera più ‘pesante’: il Ponte sullo Stretto. Nel decreto si sancisce la possibilità di andare avanti a stralci senza la preventiva approvazione del progetto esecutivo complessivo, oltre a una liberalizzazione dei costi di ogni singolo stralcio. Siamo all’arrembaggio”. Lo afferma Maria Campese responsabile per Sinistra Italiana del settore trasporti e infrastrutture. “Una ipotesi del genere – prosegue l’esponente dell’Alleanza Verdi Sinistra- è esclusa dalle norme sulla realizzazione di opere pubbliche, che prevedono il vincolo dell’approvazione del progetto esecutivo complessivo prima di poter procedere per stralci, con copertura certa di ogni singolo stralcio. Pur di dare prebende ad un’imprenditoria d’assalto, il governo Meloni stravolge prassi e norme che sono la garanzia della realizzabilità dell’opera completa. Paradossalmente potremo assistere al completamento degli espropri, alla devastazione dei territori calabrese e siciliano, per poi ammettere che l’opera è irrealizzabile, anche alla luce delle criticità emerse dallo stesso ministero sulla transitabilità marittima. Una truffa scientemente progettata a tavolino da Salvini e dal governo Meloni per continuare a espropriare risorse al Meridione ventilando lo specchietto per le allodole del Ponte sullo stretto. Continua lo scippo al Mezzogiorno – conclude Campese – : non gli è bastato mettere una pietra tombale sul Sud con l’Autonomia differenziata”.