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Ponte Stretto. De Cristofaro: altri 370 milioni di soldi pubblici per società voluta da Salvini

Altri 370 milioni per il Ponte sullo Stretto di Salvini. Un carrozzone clientelare che da oltre 50 anni ricompare a intermittenza solo per sperperare denaro pubblico distribuendo incarichi e poltrone, mentre in Sicilia e in Calabria si viaggia alla stessa velocità di allora. L’abbiamo visto in Calabria l’altro giorno lo stato del trasporto ferroviario al Sud, con lo scontro fra un treno e un tir a un passaggio a livello nel quale hanno perso la vita i due conducenti e sono rimasti feriti dieci passeggeri. Un’altra strage di lavoratori dopo quella di Brandizzo. Ai ferrovieri che scioperano, Salvini risponde annunciando tolleranza zero. Ma invece di minacciare i lavoratori Salvini garantisca davvero quel diritto alla mobilità di cui si fa paladino a chiacchiere. Si occupi dello stato di quelle infrastrutture di cui è ministro, non degli scioperi. Invece per tutta risposta Salvini tira dritto sul Ponte. Un’opera che probabilmente non si farà mai. In un’area ad altissimo rischio sismico che costerebbe 15 miliardi per tagliare qualche decina di minuti di attraversamento dello Stretto. Che con il nuovo Codice degli appalti, già severamente contestato dall’Europa, esporrebbe i lavori per il ponte al pericolo delle infiltrazioni mafiose. Ci opporremo dentro e fuori il parlamento a quest’opera senza senso.