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Ponte Stretto. Bonelli (AVS): Nostro esposto per fare chiarezza su progetto controverso che sottrae risorse al Sud

“Il 1° febbraio, insieme al Partito Democratico, abbiamo presentato presso la Procura della Repubblica di Roma un esposto comune con il quale chiediamo l’apertura di un’inchiesta relativamente alla realizzazione del Ponte sullo Stretto. La prima ragione è che il Governo ha deciso, con il DL Ponte, la caducazione di un contenzioso con il consorzio Eurolink per 700 milioni di euro. Lo Stato aveva già vinto, con sentenza di primo grado, ma, nonostante ciò, il Governo ha deciso di rinunciare a questo contenzioso mentre Eurolink non ha presentato rinunce. Inoltre, siamo stati spinti dalla preoccupante reticenza della Società Ponte sullo Stretto e del Governo a rendere pubblici documenti cruciali per una piena comprensione dell’entità e delle procedure che hanno riguardato il progetto. Documenti essenziali, che riguardano impegni finanziari per lo Stato dell’ordine di 14,6 miliardi di euro, sono stati celati dietro il velo della riservatezza”.

Così il co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, durante la conferenza stampa in corso all’Hotel Senato a Roma con Elly Schlein e Nicola Fratoianni.

“Questo solleva questioni di trasparenza, – ha proseguito l’ecologista, – e, dopo l’incontro, documentato da Report e mai smentito dagli interessati, tra Salvini, Lunardi e Salini, capo della cordata Eurolink, getta ombre su possibili irregolarità nel processo decisionale e nell’assegnazione degli incarichi: dopo 12 anni, il progetto viene ripreso e riassegnato allo stesso consorzio senza una nuova gara. Persino una relazione dell’ANAC sottolinea come, con il decreto Ponte, si sia fatto un favore ai privati. Il DEF è l’unico documento ufficiale del governo italiano che parla di 14,6 miliardi di euro, mentre la legge di bilancio stanzia 12 miliardi di euro, senza chiarire se questa somma sia sufficiente per realizzare l’opera. È assurdo che cifre così ingenti di denaro pubblico siano destinate a un progetto che suscita dubbi non solo in Italia ma anche tra esperti internazionali, giapponesi in primis, che hanno espresso perplessità sulla fattibilità di ponti a campata unica di 3.300 metri a causa dei rischi associati alla flessione e alla torsione. Questo non fa che aumentare i nostri timori di uno sperpero senza precedenti di risorse che potrebbero essere invece impiegate per migliorare le infrastrutture essenziali nel Sud Italia. Il progetto del Ponte sullo Stretto è, per noi, un esempio clamoroso di cattiva gestione delle risorse pubbliche ma anche un danno enorme al Sud Italia, che vede sottrarsi fondi preziosi per progetti faraonici e dannosi,” ha concluso Bonelli.