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Migranti, Fratoianni: Accordo con Albania operazione di pura propaganda

Siamo di fronte a un’operazione che è puramente propagandistica, oltre che fondata su un presupposto sbagliato. Mi tocca, ancora una volta, segnalare che l’immigrazione non è un’emergenza, ma è un grande fenomeno strutturale. Le congiunture possono aumentare il picco in un momento o in un altro, ma la dimensione del problema non ha a che fare con quel conflitto o con quella situazione specifica, ma ha a che fare con l’enorme diseguaglianza che disegna il nostro mondo, con la crisi climatica che lo devasta, con i meccanismi che alimentano la guerra come strumento sempre più permanente, costante e normale di relazione e di risoluzione dei conflitti internazionali.

L’accordo con la Tunisia era un accordo storico? Abbiamo visto dove è finito.

Lasciamo stare e sorvoliamo sui blocchi navali e sulle promesse elettorali, che peraltro non mi dispiace affatto non siano state praticate – erano irrealistiche, sbagliate e ingiuste e come tali si sono rivelate nella pratica concreta del Governo – ma alla fine questo accordo è un grumo di pura propaganda perché, in tutta evidenza, non risolve alcuno dei nostri problemi: non accelera le procedure di rimpatrio che – come sappiamo – sono legate quasi esclusivamente all’efficacia e all’intensità degli accordi di riammissione con i singoli Paesi e non scaricherà neanche la pressione quantitativa sul nostro territorio.

Adesso, davvero volete raccontarci che, in 28 giorni, in Albania siete in grado di smaltire pratiche che nel nostro Paese richiedono mesi e mesi? E con quali risorse? E poi, quando smaltirete quelle pratiche, cosa farete? Le riporterete qui, perché questo prevede l’Accordo. Come garantirete in quella fase di preselezione – perché di questo evidentemente si tratta – il rispetto pieno dei diritti di tutti e tutte?

Stanzierete soldi per mandare il personale italiano, soldi che costeranno il doppio, perché a quel personale andrà riconosciuto, non solo lo stipendio, ma la missione.

E con quelle risorse quanto personale avremmo potuto pagare nel nostro Paese per rendere più efficace, razionale e ragionevole un sistema di accoglienza e di asilo che fa acqua da tutte le parti?

Siamo al collasso del nostro sistema d’asilo. Le commissioni territoriali sono poche, insufficienti e non ce la fanno e il personale delle questure è subissato, C’è un grido d’allarme che arriva dalle questure, dalle prefetture, dai territori e dai comuni del nostro Paese, ma nessuna risposta per investire risorse, il triplo di quelle necessarie per farlo efficacemente nel nostro territorio, in un’operazione come quella albanese, che si risolverà in un gigantesco buco nell’acqua.

Siccome io sono uno di quelli che si è alzato molte volte, prima per dire che gli accordi con la Libia – quando li faceva il Governo Gentiloni con il Ministro Minniti – non erano accordi degni di un Paese civile e poi per dire che l’accordo dell’Europa con la Turchia è un accordo infame, che consegna centinaia di migliaia di migranti al controllo di un dittatore, che nel suo Paese reprime brutalmente i diritti civili e di libertà a me lezioni di strumentalizzazione non la può fare nessuno. Vorrei che, prima o poi, prendessimo tutti insieme la consapevolezza che – conclude Fratoianni – continuare a gestire con reazioni e cultura di impianto emergenziale un fenomeno strutturale non funzionerà, a prescindere da quello che pensiamo delle politiche migratorie; non funzionerà con voi, non funzionava prima, continuerà a non funzionare e sarà un problema per i migranti, per i loro diritti, per gli italiani e le italiane e, più in generale, per un’Europa che, anche su questo, si gioca l’osso del collo, cioè la possibilità di avere un futuro credibile e dignitoso nel mondo che abbiamo di fronte.

Lo afferma Nicola Fratoianni, parlamentare per Alleanza Verdi Sinistra – Roma, 21 Novembre 2023, ore 16.30