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Manovra. Bonelli (AVS): Da Governo, proposte inique. Risorse ponte Stretto, extraprofitti e contributo solidarietà per investire in sanità, scuola, ambiente

“Quella presentata dal Governo Meloni è una Manovra da 24 miliardi di euro di cui 16 sono a carico delle future generazioni perché aumenta il debito per investire in maniera poco oculata in settori che comprometteranno il futuro. Esempio lampante è il progetto del ponte sullo Stretto di Messina. Assenza totale di misure per la redistribuzione sociale della ricchezza e per l’ambiente. Non si intravedono misure per convertire i sussidi dannosi in sussidi favorevoli all’ambiente. Le uniche misure espansive di questa manovra sono temporanee: nel 2024 finirà il taglio del cuneo fiscale e non si rinnovano né la plastic tax né la sugar tax. Ieri, peraltro, la destra festeggiava perché al Parlamento Europeo è stata affossata la misura contro la plastica monouso e i pesticidi. Non possiamo, quindi, che augurare loro un buon appetito di pesticidi e plastica, ma purtroppo a pagarne il prezzo saranno i cittadini europei, inclusi gli italiani. Contrariamente alla propaganda di Meloni, questa manovra va a ridurre la spesa sanitaria dell’1,9%, non tenendo conto dell’inflazione e dell’aumento della spesa energetica. E nonostante il governo parli di piano Mattei per la cooperazione allo sviluppo, non vi è alcun aumento di fondi per la cooperazione allo sviluppo nella Legge di Bilancio: non solo non raggiungiamo il famoso 0,7% del reddito nazionale lordo, ma siamo fermi allo 0,3%, senza investimenti in questa direzione”.

Così, alla presentazione degli emendamenti del gruppo AVS alla Legge di Bilancio, il co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, che ha proseguito: “Noi di Alleanza Verdi e Sinistra affermiamo che finché il governo Meloni non cambierà, il tema, per noi, sarà quello di recuperare la ricchezza accumulata attraverso gli extraprofitti bancari ed energetici. Tra il 2021 e i primi nove mesi del 2023, gli extraprofitti energetici in Italia, realizzati da ENI e compagnia, sono stati pari a 70 miliardi di euro: 12 miliardi 2021, 40 nel 2022, ora stiamo intorno ai 18 miliardi di euro. Gli extraprofitti bancari, nel 2023, raggiungeranno i 43 miliardi di euro. Vogliamo recuperare gli 8 miliardi di euro della tassa Draghi sugli extraprofitti energetici non pagati e sanati da Meloni. E vogliamo anche recuperare 4 miliardi di euro della tassa sugli extraprofitti bancari che il governo Meloni ha prima varato e poi modificato, permettendo alle banche di utilizzare questa cifra per capitalizzarsi a spese dei cittadini italiani.

Per quanto riguarda il Ponte sullo Stretto, abbiamo presentato un emendamento soppressivo e uno sostitutivo. Proponiamo di investire le risorse previste per il ponte in tratte ferroviarie essenziali, attualmente senza collegamenti diretti o efficienti. Sarebbe possibile finanziare tratte come Crotone-Cosenza, Siracusa-Trapani, Palermo-Trapani, Taranto-Lecce, Agrigento-Catania, Agrigento-Siracusa, Taranto-Cosenza e Potenza-Matera che per essere percorse necessitano attualmente di numerosi cambi e tempistiche indegne di un Paese civile a fronte di distanze relativamente brevi. Per noi è fondamentale che si liberino risorse da investire sul trasporto pubblico ma anche sull’istruzione. Ecco perché abbiamo previsto un contributo di solidarietà, un’imposta straordinaria, per l’anno 2024, sui grandi patrimoni superiori a 25 milioni di euro, in misura pari al 5%.

Con questa Manovra finanziaria, il governo dimostra chiaramente la sua posizione: favorisce chi accumula enormi ricchezze e privilegi, chiedendo sacrifici agli italiani senza redistribuire questa ricchezza. Giorgia Meloni, una volta voce della destra sociale, ora si fa guidare da chi ha accumulato queste grandi ricchezze, senza redistribuirle nel Paese per servizi essenziali come la sanità, il trasporto pubblico, la scuola o per evitare tagli alle pensioni.

Infine, una constatazione: sarebbe stato auspicabile lavorare almeno a tre o quattro emendamenti comuni dell’opposizione per avviare una battaglia unitaria. Siamo convinti della necessità di lavorare in questa direzione, il lavoro di Alleanza Verdi e Sinistra deve essere questo: costruire un’unità a partire dalle questioni concrete e non dal punto di vista della politica teorica,” ha concluso Bonelli.