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La Stampa intervista Bonelli: “Saremo cerniera del nuovo centrosinistra Ora anche Calenda faccia fronte comune”

La manifestazione di piazza Santi Apostoli «non è un avviso al governo, è un messaggio al Paese», dice Angelo Bonelli, portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra. Partito che, «forte del risultato ottenuto alle Europee, è pronto a fare da cerniera, in particolare tra Pd e M5s, per unire le opposizioni», spiega Bonelli. Convinto che, se si riuscirà a «far prevalere la politica e lavorare insieme, si può rimandare Giorgia Meloni all’opposizione».

La piazza unitaria può essere un punto di partenza, ma la strada sembra lunga…

«Intanto è importante far vedere ai cittadini che le opposizioni si mobilitano in difesa della Costituzione e del ruolo di garanzia del presidente della Repubblica, a tutela dell’unità del Paese, scassata da una riforma fatta senza soldi, solo per ammazzare il Sud. Questo è un mercimonio inaudito, tra premierato e autonomia: Meloni vende il Sud a Salvini, altro che patrioti, quelli di FdI sono disertori. E stanno mostrando il loro vero volto».

In che senso?

«Non hanno fatto i conti con il loro passato, si richiamano a quei valori, ma si camuffano dietro la faccia di Meloni. La premier si finge moderata, ma poi sostiene che sventolare la bandiera tricolore o cantare “Bella ciao” siano provocazioni, mentre tace sui ragazzi di Gioventù nazionale, che fanno i saluti romani e apologia del fascismo. La verità è che due anni fa abbiamo consegnato l’Italia alla peggiore destra europea e, come opposizioni, dobbiamo imparare da quella lezione».

Imparare cosa?

«Che divisi non possiamo vincere, che non c’è altra via se non quella del dialogo tra noi. È necessario condividere una strategia comune sulle riforme, per poi arrivare a definire punti programmatici in campo economico, sociale, climatico. Bisogna lavorare con pazienza, tassello dopo tassello».

Anche con Calenda e Renzi, che non sono venuti in piazza con voi?

«Spero che Calenda cominci a capire che non ha senso continuare con un atteggiamento che non sia improntato all’unità delle opposizioni. Se non faremo di tutto per vincere le prossime elezioni, saremo giudicati dalla storia per non essere riusciti a costruire l’alternativa».

Però ammetterà che i punti di attrito non mancano, partendo dalla politica estera, passando per la transizione ecologica, l’energia, i rifiuti…

«Mi pare che siamo tutti d’accordo sul fatto che serva una politica estera europea e un esercito comune, andando così verso una riduzione della spesa in armamenti. Poi, se parliamo di energia, dico a Calenda che per noi va anche bene potenziare la ricerca sulla fusione nucleare: vediamo nei prossimi decenni cosa ci dirà la scienza, intanto concentriamoci sulle energie rinnovabili».

E al Pd che vuole costruire un inceneritore a Roma?

«Mi pare che Elly Schlein abbia ben chiarito la posizione del Pd: è un progetto che attiene al passato, Gualtieri sta facendo un errore, ma non è una strada che il Pd seguirà per il futuro. Semmai ci sono differenze tra noi sui rigassificatori, lo sappiamo, ma le faccio io una domanda».

Prego.

«Vogliamo far prevalere le differenze, che ci sono e ci saranno, o facciamo prevalere la politica e il senso di responsabilità verso il Paese? Se riusciamo a fare questa operazione importante, il futuro di Meloni al governo non è più così sicuro. I numeri già ci dicono che possiamo battere il centrodestra, dobbiamo dare sostanza politica a quei numeri».

 

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