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Israele, AVS: inviate armi italiane perché non impiegate a Gaza? Inquietante risposta di Cirielli a nostra interrogazione

Roma –  “La risposta del viceministro agli affari esteri Edmondo Cirielli alla nostra interrogazione sull’export di armi italiane verso Israele apre nuove e inquietanti domande. Cirielli, confermando che dopo il 7 ottobre non sono state autorizzati nuovi invii, spiega che le licenze autorizzate ma non ancora inviate prima dell’attacco di Hamas sono state valutate caso per caso ma si è ‘ritenuto che i materiali non potessero essere impiegati con ricadute nei confronti della popolazione civile di Gaza’. A meno che non si tratti di fuochi d’artificio o armi giocattolo non si comprende come sia stata possibile questa valutazione. Chiediamo dunque di conoscere l’elenco delle armi in questione”. Così Filiberto Zaratti, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra nella commissione Affari costituzionali della camera, prima firmatario dell’interrogazione (4-02518) nella quale si chiede ‘un reale blocco italiano delle forniture di armi e munizioni a Israele’ dopo i dati pubblicati il 12 marzo scorso dall’Istat. Zaratti spiega che “il viceministro nella sua risposta ha dimenticato o omesso di dire che in base all’indirizzo comune assunto dai ministri degli Esteri europei (2008/944/PESC) ciascuno Stato membro è ‘incoraggiato a riesaminare le licenze d’esportazione riguardanti i prodotti di cui all’elenco comune delle attrezzature militari dell’UE dopo la loro concessione qualora emergano nuove informazioni’. Sempre lo stesso documento, tra le l’altre cose, stabilisce che ‘gli Stati membri rifiutano licenze di esportazione di tecnologia o attrezzature militari che provochino o prolunghino conflitti armati o aggravino tensioni o conflitti in corso nel paese di destinazione finale ‘. A nostro giudizio questo è sufficiente per interrompere ogni licenza, anche autorizzata prima del drammatico 7 ottobre”, conclude Zaratti.