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Incidenti lavoro. Magni: 1000 morti l’anno, governo non può più voltarsi dall’altra parte

I dati dello studio ‘Il lavoro uccide, la strage dell’impunità’ presentati stamattina dalla Uil, che ringrazio per il lavoro fatto, sono terrificanti e confermati, purtroppo, dall’ennesima morte sul lavoro che piangiamo anche oggi. Dopo la denuncia della Corte dei conti di ieri sulla crescita esponenziale degli incidenti sul lavoro, con un numero di vittime sempre più elevato e con costi sociali ormai fuori controllo, è arrivato il momento che il governo si assuma la responsabilità di cambiamenti efficaci che contrastino la strage interminabile che si consuma ogni giorno sui luoghi di lavoro. Riforme da costruire con un vero confronto con i rappresentanti dei lavoratori e delle lavoratrici e tutti gli attori del mondo del lavoro. Il governo non può più voltarsi dall’altra parte di fronte a oltre 1000 morti l’anno. Il confronto è una parola sconosciuta al governo Meloni. L’esecutivo continua a convocare le organizzazioni sindacali a tavoli separati, senza le rappresentanze delle imprese, per comunicare decisioni già prese prima senza nessun confronto preventivo. Mentre la maggioranza continua ad approvare in Parlamento misure inutili, se non dannose e peggiorative senza mai affrontare i nodi veri: precarietà, subappalti a cascata, scarsa formazione, pochi controlli. Proprio il contrario di quello che serve e che dimostra come la destra non abbia nessuna volontà di risolvere il problema. Occorre invece mettere subito intorno ad un tavolo tutti gli attori del lavoro, dalle associazioni delle imprese ai sindacati, e con loro costruire un nuovo modello e un piano organico per affrontare questa emergenza. Un ‘Patto per la sicurezza’, che metta fine a questa mattanza. L’obiettivo deve essere zero morti sul lavoro.

 

Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni.