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Ilva. Bonelli (AVS): Calenda si assuma sue responsabilità, fu lui a scegliere Mittal. Scudo penale non esiste in nessuna parte del mondo civile

“Calenda dovrebbe assumersi le sue responsabilità, perché chi volle Arcelor Mittal fu lui quando era ministro. In quegli anni, facemmo le nostre obiezioni perché il mondo sapeva chi era Arcelor Mittal e quali erano le sue strategie industriali. Sarebbe bastato leggere quanto accaduto in Francia e lo scontro avuto con l’allora presidente della Repubblica francese Francois Hollande che fu costretto a far approvare la legge Florange, dal nome della città francese che ospitava l’impianto siderurgico della società francese Arcelor rilevata da Mittal con la promessa di difendere i livelli occupazionali, ma venne poi chiusa dagli indiani”.

Così, in una nota, il co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, che prosegue: “Per scelta dal ministro Calenda, in seguito a un bando, Ilva fu consegnata ad Arcelor Mittal, la quale in due anni ha cambiato ben tre piani industriali. Chi sostiene, come fa Calenda, che Arcelor Mittal ha disatteso gli impegni perché fu eliminato lo scudo penale, fa un’affermazione falsa oltre che inaccettabile: lo scudo penale non esiste per nessuna attività produttiva in Europa e nel mondo, tranne che nei regimi dittatoriali. Purtroppo lo scudo penale per Ilva è stato approvato e riattivato dal governo Meloni dimostrando che questo non era questo il problema di Arcelor MIttal. Intanto a Taranto i picchi di benzene e polveri sottili continuano a essere fuori norma. L’Ilva è il fallimento di una politica intera che oggi gioca allo scaricabarile quando ha passato il tempo ad approvare decreti Salva-Ilva che hanno sospeso i diritti costituzionali della popolazione tarantina. Una politica che, dopo aver abbandonato il diritto alla salute, oggi scarica il diritto dei lavoratori ad avere un lavoro,” conclude Bonelli.