La Procura di Milano dispone il controllo giudiziario d’urgenza di Foodinho srl, la società che gestisce la piattaforma Glovo, con l’ipotesi di reato di caporalato aggravato su 2mila rider a Milano e 40 mila in tutta Italia. Un’altra pagina delle tante inchieste coraggiose che stanno mostrando le responsabilità di grandi imprese che impiegano manodopera in “condizioni di sfruttamento” e “approfittando dello stato di bisogno”.
Lo dichiara Marco Grimaldi di Avs.
Un’altra vicenda di salari da fame, inferiori fino al 76,95% rispetto alla soglia di povertà e dell’81,62% rispetto ai contratti collettivi di settore, che – prosegue il vicecapogruppo di Avs alla Camera – imporrebbe l’introduzione di minimi salariali legali. Attendiamo il pronunciamento del Gip, sperando che l’amministratore giudiziario possa davvero regolarizzare quei 40 mila lavoratori nel rispetto delle norme e di condizioni lavorative dignitose. Da sempre denunciamo le condizioni disumane in cui lavorano i rider del food delivery.
Ci chiediamo con che coraggio il Governo sostenga ancora che il salario minimo non serve e quando pensa – conclude Grimaldi – di abolire per legge tutte le forme di retribuzione a cottimo.
Lo rende noto l’ufficio stampa Roma, 9 febbraio 2026
