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Europee, Marino: Se eletto farò tutto il possibile perché inceneritore a Roma non venga mai costruito

“Vi ringrazio per tutte le parole che avete detto, non solo stasera ma negli anni, per sostenermi. Tempo fa ho pensato che non fosse giusto rimanere lontano dal mio paese, lontano dalla mia città, lontano dall’Europa, specialmente ora che stanno accadendo tante cose davvero terribili che riguardano anche l’agenda dell’Europa nei prossimi cinque anni. Anzi, direi che Ostia è veramente un luogo importantissimo per l’agenda europea dei prossimi cinque anni, specialmente se parliamo della questione dell’ambiente.
Una questione che purtroppo è ancora in gran parte non risolta in questa parte di Roma, che ha un mare stupendo ma sappiamo benissimo come viene gestito. Addirittura, adesso si sta discutendo di portare qui un nuovo porto per le grandi navi senza neanche consultare la popolazione e ascoltare la voce di ciascuno, se questo possa essere utile per l’economia ma anche sano per l’ambiente.” Così il capolista della lista per le Europee al Centro Ignazio Marino, durante il suo intervento in una affollata manifestazione a Piazza Anco Marzio di Ostia, che ha proseguito:

“Abbiamo un commissario sindaco che, tra l’altro, vorrebbe imporci anche un inceneritore. In un momento storico in cui tutti dobbiamo puntare alla decarbonizzazione, voglio usare qualche numero per spiegare cosa significherebbe un inceneritore nella città di Roma. Innanzitutto, Roma, tutta insieme, tutti i 15 municipi, produce 1.500.000 tonnellate di rifiuti l’anno. Di questi, 500.000, quindi un terzo, sono rifiuti organici. Ne rimangono un milione. L’Europa ha chiesto a tutti i membri di arrivare al 75% di differenziata entro il 2030. Voi ricorderete che, con lo sforzo e grazie anche alla collaborazione e l’aiuto di tante persone, di tanti cittadini, riuscimmo a portare la differenziata in 28 mesi dal 20% al 45%. Oggi l’AMA non pubblica più i dati da circa un anno e mezzo e probabilmente siamo al 43%. Cioè in 10 anni, invece di salire, si è scesi. Questo per i soliti interessi privati. C’era l’interesse privato di Malagrotta, che conosciamo tutti: un solo proprietario, che dal 1963 al 2013 ha fatto profitto su quella discarica. Tre sindaci prima di me dovevano chiuderla perché eravamo in infrazione delle norme europee.”

“Ecco, sempre in quest’ottica si inserisce la questione dell’inceneritore. Se l’Europa ci chiede di arrivare al 75% di differenziata nel 2030, un milione meno 75% fa 250.000. Allora perché il sindaco commissario costruisce, sarebbe comunque sbagliato, un inceneritore che ha un valore di 7 miliardi e brucia 600.000 tonnellate di materiale all’anno? Non è politica: 600.000 tonnellate di materiale all’anno producono 600.000 tonnellate di anidride carbonica. In un momento in cui noi dobbiamo andare verso la decarbonizzazione, io dico no. Se verrò eletto in Europa farò tutto il possibile perché l’inceneritore non venga mai costruito sul nostro territorio.” Ha concluso Marino