I nomi del ministro Salvini e della Lega compaiono fra le comunicazioni del noto finanziere pedofilo Jeffrey Epstein e uno dei consiglieri politici di Trump, Steve Bannon.
I messaggi dicono in maniera chiara che Bannon nel 2019 era occupato a cercare finanziamenti per la Lega di Salvini e per il partito di Marine Le Pen. Ricordo che quelle elezioni europee videro la Lega superare il 30%. Si avvantaggiarono forse di soldi o servizi di una rete internazionale di estremisti, alcuni dei quali facevano traffico internazionale di minorenni per i propri piaceri sessuali?
Lo scrive su Facebook Nicola Fratoianni di Avs.
Da quel che si legge, questi signori avevano creato una rete di complici con l’obiettivo di far saltare l’Europa e di realizzare leggi – prosegue il leader di SI – a tutela dei banchieri e dei più ricchi, come nel caso di Peter Mandelson in Inghilterra, che si è dimesso per la vergogna. Sembra un film dell’orrore.
A questo punto bisogna andare a fondo di questa vicenda: su cosa si sono basati gli incontri tra Salvini e l’emissario del finanziere pedofilo arrestato?
All’epoca Salvini era vicepremier come lo è oggi: ci sono stati scambi di informazioni che possono mettere in discussione l’autonomia politica e quindi la sicurezza dello Stato italiano?
I finanziamenti di cui parla Bannon nelle sue comunicazioni dove sono finiti? E possono aver condizionato le valutazioni politiche della Lega su Trump e sugli USA?
Sono domande fondamentali – conclude Fratoianni – cui devono dare risposte urgenti e convincenti, visto che Trump ha scatenato una guerra commerciale contro l’Europa e contro l’italia e la reazione del governo italiano e della Lega è stata fin troppo morbida con Trump.
La Lega è realmente libera di fare scelte politiche nell’interesse dell’Italia?
