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Difesa. Magni: sbagliato uso decreto, Avs si astiene

Oggi discutiamo e votiamo l’ennesimo decreto legge imposto dal Governo al Parlamento. Il Parlamento è diventato l’organo di ratifica del Governo. La scelta di utilizzare lo strumento del decreto legge è significativa della miopia di cui soffre la destra, che, evidentemente, non vede o non vuole vedere quali siano le reali priorità di questo Paese. La funzione legislativa è completamente svuotata di significato, il tutto a Costituzione invariata, e ben prima che la scellerata riforma del Premierato elettivo sia entrata in vigore. Nel merito, il decreto legge sulle rappresentanze sindacali militari interviene dopo una sentenza della Corte costituzionale che, nel 2018, ha mutato il proprio granitico orientamento e ha riconosciuto, per la prima volta, la legittimità delle associazioni professionali di personale militare a carattere sindacale. Un pieno e compiuto riconoscimento ad un giusto diritto, che ha a che fare con la possibilità di esprimere le proprie opinioni e con la partecipazione politica e sociale. La necessità di tutelare i diritti dei militari è testimoniata dalle cronache di nonnismo, che sempre più spesso provocano morti e suicidi, soprattutto tra giovani donne, e dalla tragedia delle morti da uranio impoverito dei militari impiegati nelle missioni all’estero. Il decreto da un lato interviene per permettere la partecipazione sociale al personale militare, dall’altro rifinanzia il programma NATO Innovation Fund. Le finalità del fondo potrebbero condurre ad una possibile corsa al riarmo, contraria agli interessi nazionali ed europei di pace e disarmo, su cui siamo assolutamente contrari. La direzione dovrebbe essere quella del progressivo disarmo, e gli impegni e le risorse dovrebbero essere investiti nei percorsi che conducono alla pace non per una corsa alle armi. Le spese militari non solo alimentano guerre e conflitti in tutto il mondo, ma sottraggono anche risorse che potrebbero essere destinate ad affrontare i cambiamenti climatici, a investire nella giustizia globale, a promuovere la trasformazione pacifica dei conflitti e il disarmo. Alleanza Verdi e Sinistra si astiene.

Lo afferma il senatore di Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni.