Cybersicurezza. Piccolotti (Avs): Hackeraggio Revolut, dati di 680 clienti rubati con Pec del Viminale. Interrogazione di Avs a Piantedosi, grave rischio per la sicurezza nazionale

Incarico:Deputato

Il furto di dati dei clienti di Revolut pone grandi interrogativi sulla sicurezza delle nostre istituzioni. Secondo indiscrezioni di stampa, il dominio da cui gli hacker hanno chiesto e ottenuto le informazioni sarebbe una PEC del ministero dell’Interno. Un gruppo di hacker che ha rivendicato l’azione parla di sei mesi di compromissione della posta certificata di polizia e altre forze dell’ordine. Presenteremo un’interrogazione al ministro Matteo Piantedosi per capire se sia vero e se sia stata violata solo la casella di posta certificata o anche altri sistemi e servizi del Viminale e se altre forze dell’ordine siano coinvolte. E se il ministero sia a conoscenza di analoghe truffe che coinvolgono altri istituti di credito. Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Avs.

Passaporti, documenti d’identità, Iban, selfie di verifica, movimenti bancari – prosegue la deputata rossoverde – i dati di circa 680 persone sono stati consegnati a chi si è spacciato per un’autorità pubblica. Se questa ricostruzione fosse confermata, sarebbe gravissimo. Chiediamo al Ministro di chiarire come sia stato possibile usare un indirizzo istituzionale per una truffa di questa portata e quali misure intenda adottare per difendere i dati degli italiani.

La PEC dovrebbe garantire l’identità di chi scrive. Se diventa il grimaldello dei criminali, il problema non riguarda solo Revolut ma riguarda la corrispondenza istituzionale e quindi lo Stato. Servono investimenti seri in cybersicurezza e nuove tecnologie, un cloud nazionale all’altezza e una vera strategia di tutela della privacy. La sicurezza digitale – conclude Piccolotti – è sicurezza nazionale.

Lo rende noto l’ufficio stampa – Roma, 15 settembre 2026