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Cop 28, Bonelli arrivato a Dubai: sul clima Meloni negazionista come Trump

“Giorgia Meloni è andata alla Cop28 e non ha detto una sola parola sulla emergenza climatica, che per lei evidentemente non esiste, né sulle energie rinnovabili, che il governo italiano sta affossando”.

Lo spiega in una intervista a Repubblica Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e deputato di Verdi e Sinistra, appena arrivato a Dubai per seguire i lavori della Cop28, che prosegue:

“La sua strategia è basata sullo sfruttamento di idrocarburi e sul ritorno al nucleare. Ma così il Paese arretra di trent’anni”.

“La politica di Meloni è del tutto in linea con quella dei leader mondiali negazionisti, da Trump all’argentino Milei – prosegue Bonelli – Il suo ambientalismo è autorizzare le trivelle in aree preziose come il golfo di Napoli, Sorrento, Venezia e isoleEgadi, una follia, e lasciar languire le risorse naturali come sole e vento che in Italia potrebbero costituire la prima fonte di produzione?
Ancora oggi parla di ambientalismo ideologico, ma mi piacerebbe che rispondesse a una domanda, visto che non lo fa mai: il suo ambientalismo è salvare gli extraprofitti delle società energetiche, a cui ha condonato oltre 8 miliardi di tassazione imposta dal governo Draghi, così obbligando le famiglie a svenarsi per far fronte al costo sempre più elevato di luce e gas (che oltretutto dipendono da fonti fossili), col risultato di aumentare la povertà sociale?!”

“Meloni lavora a un piano Mattei, che è una moderna forma di colonizzazione dell’Africa perché si propone di estrarre gas e trasformare in coltivazioni di biocarburanti un milione di ettari in un’area dove è più alto il tasso di morte per fame. Una scelta, anche dal punto di vista etico, deprecabile. Dobbiamo dare subito risposte alle richieste di energia sicura, che non è il nucleare, a basso costo e in grado di contrastare la crisi climatica. Ma sono d’accordo nel sostenere la ricerca sulla fusione nucleare. Il problema è che il governo italiano non ha una seria strategia energetica perché totalmente condizionata dalle lobby del fossile. Non vogliono le rinnovabili perché sole e vento sono fonti energetiche gratuite attraverso le quali ogni cittadino può auto-produrre energia: sarebbe una rivoluzione verde in nome della pace e direbbe stop alle guerre in nome del controllo dei giacimenti di gas e petrolio. Mi pare che Meloni persegua il disegno opposto”. Conclude