Nelle nostre carceri si continua a morire ogni giorno, nell’indifferenza generale, del Ministro Nordio e del governo. Tre suicidi in pochi giorni, tra cui quello di un agente penitenziario sono il segno che la sofferenza in carcere colpisce sia detenuti che agenti. Da inizio anno, denuncia Antigone, ben 19 persone si sono tolte la vita in carcere. Troppi, ennesima sconfitta dello stato di diritto. I problemi sono sempre gli stessi, dal sovraffollamento, che ha superato la soglia delle 64 mila presenze, agli spazi ristretti, alla mancanza di politiche di reinserimento dopo il fine pena. La linea dura dei decreti sicurezza ha solo affollato all’inverosimile gli istituti penitenziari, impedendo così la possibilità di scontare la pena in un modo dignitoso. Così il carcere è diventato solo luogo di disperazione vera, dove si sopravvive a fatica o si muore. Il ministro Nordio ha fallito, lo Stato ha fallito, smettendo di essere garante dei diritti fondamentali.
Lo afferma la senatrice dell’Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Cucchi.
