Caporalato, Zaratti, Marino, Scuderi: Nel 2024 c’é ancora lo schiavismo, le istituzioni agiscano

ROMA – “Siamo qui per dire basta all’ingiustizia, siamo qui per dire basta alla disumanità, siamo qui per dire basta allo schiavismo. È paradossale che nel 2024 si debba fare una manifestazione contro lo schiavismo. Nel nostro paese le istituzioni non possono continuare a rimanere silenti. Non possono continuare a stare zitte e a far finta di niente. Ci domandiamo perché il responsabile di questa cosa così grave non è stato arrestato. Non è in galera, perché quell’azienda è ancora aperta. Nessuno l’ha chiusa. In questo modo si giustifica nei fatti quello che è accaduto. Noi pensiamo che sia necessario stare dalla parte dei diritti delle persone, delle persone che attraversano il mare per arrivare qui a cercare un lavoro e che lavorano sotto pagati e sfruttati, che vivono dentro le baracche e poi sono oggetto di uno scempio vergognoso. È per questo che protestiamo e crediamo che le istituzioni debbano far sentire la loro voce: basta allo schiavismo nel nostro paese.” Ha spiegato il deputato di Verdi e Sinistra e coordinatore della Direzione nazionale Filiberto Zaratti

L’eurodeputato di Alleanza Verdi e Sinistra Ignazio Marino ha spiegato: “Tutti sappiamo che la pratica veramente criminale del caporalato esiste nel nostro paese e ci sono certamente gli strumenti per fermarla, perché non è così difficile andare a fermare la mattina quelli che raccolgono i lavoratori per portarli nei campi e pagarli, quando li pagano, 4 euro all’ora. Ma in questo caso siamo veramente arrivati a un crimine efferato, perché buttare il corpo di un uomo ancora vivo e il suo braccio davanti alla propria casa, senza chiamare i servizi per poterlo assistere e far arrivare in tempo un elicottero, è veramente un omicidio. È stato lasciato morire un uomo dissanguato perché si voleva coprire il proprio sporco lavoro.”

Benedetta Scuderi, portavoce dei Verdi Europei, ha concluso: “Nel 2024 c’è ancora lo schiavismo, c’è ancora il caporalato e si muore ancora tantissimo di lavoro. Questo è quello che è successo a Latina ed è per questo motivo che siamo qui a protestare, perché un uomo è stato lasciato morire davanti alla porta di casa quando sarebbe potuto essere salvato. È stato sfruttato, è stato schiavizzato, è stato fatto lavorare in condizioni indegne e poi è stato lasciato morire come se non fosse una persona. Questo è colpa di un sistema corrotto, è colpa del caporalato, ma è anche colpa della illegalità in cui poniamo tantissimi esseri umani, che è quella del nostro sistema migratorio. Noi vogliamo lottare per un sistema migratorio più giusto, per dei corridoi umanitari, per trattare le persone come esseri umani, perché siamo tutti esseri umani e dovremmo avere tutti gli stessi diritti. Ed è per questo che siamo qui oggi a lottare e che lotteremo sempre, fuori e dentro le istituzioni.”