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Caos Camera: sospesi 11 deputati, tensione resta alta. Martedì opposizioni compatte in piazza/

ROMA- Resta alta la tensione alla Camera dopo la rissa di ieri in aula mentre era in discussione il ddl sull’Autonomia differenziata. Oggi a Montecitorio non ci sono stati scontri fisici ma il clima si surriscalda fin dal mattino, tra proteste dell’opposizione, cori e tricolori esposti in assemblea. I partiti di minoranza intanto si uniscono e decidono di convocare per martedì pomeriggio una manifestazione in piazza a Roma. E a fine giornata arrivano le sanzioni disposte dall’Ufficio di presidenza: 11 deputati sospesi, fino a un massimo di 15 giorni per il leghista Igor Iezzi. Prima che inizi la seduta d’aula la segretaria del Pd Elly Schlein riunisce tutti i parlamentari e spiega che “quello che è successo ieri è di una gravità inaudita. A 100 anni dall’ omicidio Matteotti vedere in aula il segno della Decima Mas e un’aggressione così violenta non è possibile”, e per questo “la nostra opposizione sarà durissima contro riforme che scardinano l’impianto costituzionale del Paese”. Quindi la leader del annuncia: “Sentirò i leader delle altre opposizioni per valutare possibili azioni congiunte”. L’azione produce il risultato di compattare le opposizioni nella prima piazza unitaria: Pd, M5S, Avs e +Europa danno appuntamento a martedì prossimo in piazza Santi Apostoli a Roma, perché “dopo le aggressioni fisiche della maggioranza in Parlamento non possiamo accettare che anche il Paese sia ostaggio di questo clima di intimidazioni continue”.L’assemblea poi si apre tra le proteste della minoranza, che contesta il processo verbale che non “riporta quanto avvenuto, che è del tutto evidente: c’è stata un’aggressione. Non può rimanere agli atti che ci sono stati ‘disordini’, c’è stata un’aggressione a un deputato. Non è accettabile che il verbale riporti a ‘disordini'”, sostiene Federico Fornaro del Pd. Seguono interventi no-stop di altri deputati di opposizione tutti sulla stessa falsariga: si chiede di ‘sospendere la seduta in attesa dei provvedimenti dell’ufficio di presidenza. Ma il presidente di turno Sergio Costa (M5S) spiega che un verbale va approvato prima di procedere. Spuntano delle bandiere: “Siamo tutti innamorati della bandiera ma cortesemente non esponetela”, chiede lo stesso Costa. Allora il Pd chiede di votare la rettifica del verbale di ieri, sostituendo la parola “aggressione” con le seguenti: “Aggresione nei confronti del deputato Donno da parte di alcuni deputati di Lega e Fratelli d’Italia”. La proposta viene bocciata, mentre la Camera approva la formulazione originaria. Dai banchi delle opposizioni si leva il coro “vergogna, vergogna”. Ma non è che l’inizio. A incendiare gli animi arriva la dichiarazione data alla stampa dal vicesegretario della Lega Andrea Crippa, secondo il quale “cantare ‘Bella ciao’ è peggio di fare il gesto della Decima”. Parole che vengono riportate in aula dal deputato Riccardi Ricciardi del M5S e riaprono lo scontro: dai banchi dell’opposizione intonano la canzone simbolo della Resistenza e scandiscono il coro “Fuori i fascisti dal Parlamento”.Costa è costretto sospendere la seduta che non riprenderà fino alla fine del Ufficio di presidenza che si riunisce subito dopo. Presieduto da Lorenzo Fontana, visiona i filmati relativi alla rissa e convoca 12 deputati coinvolti a vario titolo negli episodi di ieri. Non si presentano i leghisti Domenico Furgiuele e Igor Iezzi, oltre a Leonardo Donno del M5S giustificato dalla prognosi fissata dopo le visite effettuate. “Io sono stato colpito allo sterno. Poi sono crollato per questo. Ovviamente so benissimo chi mi ha colpito. Ho rivisto anche le immagini per accertare il tutto”, è “un deputato di Fratelli d’Italia di cui non faccio il nome” e lo “denuncerò”. “Gli uffici hanno il dovere di fare un’istruttoria abbastanza dettagliata perché gli episodi sono parecchi e tutti censurabili”, è la difesa del capogruppo di FdI, Tommaso Foti, che però sembra stigmatizzare anche l’atteggiamento dei suoi: “Bisogna capire che legittimamente si possono fare delle provocazioni e stupidamente non bisogna accogliere le provocazioni”. La Russa parla di “harakiri” nei giorni del G7.Nel tardo pomeriggio l’Ufficio di presidenza decide, Fontana riapre la seduta per leggere le sanzioni: 15 giorni di sospensione a Iezzi, 7 giorni ad Amich, Cangiano, Furgiuele, Mollicone e Stumpo; 4 giorni a Donno; 3 giorni ad Amendola e Candiani; 2 giorni a Scotto e Stefanazzi. “Tengo a precisare che quanto accaduto nella seduta di ieri, nel suo complesso, debba essere gravemente stigmatizzato”, perché “il confronto politico tra posizioni diverse, anche su questioni politicamente e altamente divisive, non può mai trascendere nello scontro fisico, nell’offesa di altri ovvero nella violenza e quindi, per questo, nella lesione del decoro dell’Istituzione”, osserva il presidente della Camera.Le opposizioni attaccano ancora: “L’Ufficio di Presidenza non ha adottato nessun criterio di proporzionalità nel definire le giornate di interdizione dei deputati coinvolti”, secondo il Pd, mentre per il M5S “siamo davanti alle sanzioni più vergognose ma soprattutto più pericolose che questo Parlamento credo abbia mai visto. C’è stata un’equiparazione imbarazzante che apre a dei precedenti come detto molto pericolosi”. Martedì nuovo round in aula, poi la manifestazione in piazza. Si attende un’altra giornata calda.