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Bonelli intervistato da Repubblica: “Bari con Leccese sarà sempre più europea”

Angelo Bonelli, lei è il leader degli ambientalisti italiani. E la sua profezia del 14 maggio — «Bari avrà il primo sindaco verde del Sud» — rischia di avverarsi.
«Nel Mezzogiorno è una novità. E se si fa eccezione per Francesco Rutelli a Roma e per qualche altra esperienza minore, quella di Vito Leccese potrà essere la prima storia di un sindaco ecologista in una città capoluogo in Italia. Sicuramente è la prima negli ultimi anni e tra le poche in Europa».
Il candidato dell’altro schieramento progressista, Michele Laforgia, è stato molto netto e immediato nel sostegno a Leccese. Lo dava per scontato o la ritiene una prova di lealtà?
«Non avevo dubbi che, qualsiasi fossero i dissidi, di fronte al pericolo che la Lega possa conquistare Bari e di fronte a quello che sta succedendo con l’autonomia differenziata, tutte le forze democratiche, progressiste e antifasciste dovessero far blocco.
C’è da portare avanti un’amministrazione che ha lavorato molto bene. Ma la posta in gioco è molto più alta, anche alla luce di quello che è accaduto l’altro giorno alla Camera».
Si riferisce all’aggressione subita dal deputato Leonardo Donno, coordinatore pugliese del Movimento 5 Stelle?
«Sì. I fatti che si sono verificati l’altro giorno in parlamento fanno riflettere sul fatto che ci troviamo davanti a una fase molto delicata della nostra democrazia di fronte alla quale dobbiamo essere più che mai uniti. E Bari, in questa fase ha un significato centrale, è un laboratorio».
Non è la solita zuffa parlamentare?
«No, non è la solita rissa parlamentare. Questa destra italiana di Giorgia Meloni nasconde dietro il vestito buono e apparentemente tranquillizzante la destra più pericolosa. E’ anche la dimostrazione che c’è un’intolleranza drammatica verso i valori della nostra democrazia.
Sentire persone che dicono che cantare Bella Ciao è una provocazione mentre è legittimo fare il segno della decima Mas, quello stesso simbolo che i fascisti scolpivano sui cadaveri dei partigiani, mi provoca schifo e sdegno».
E questo lei lo ricollega alla battaglia per Bari?
«Certo. Perché c’è un problema serio. Dobbiamo salvare la nostra Repubblica dal mercimonio che Meloni e Matteo Salvini vogliono compiere tra premierato e autonomia e da una destra che non solo non rinnega le sue origini ma aggredisce chi difende i valori costituzionali. Per questo dobbiamo vincere a Bari evincere bene. Non solo per continuare ad avere presidi di buona amministrazione e di democrazia ma anche perché non dobbiamo lasciare neanche un millimetro a chi sta minando la nostra Costituzione, tra l’altro marginalizzando una figura di garanzia come il presidente della Repubblica. Per questo è  fondamentale andare a votare a Bari e far vincere Vito. Io stesso verrò a Bari a dare una testimonianza e sostegno».
Però il centrodestra barese insiste sulla discontinuità.
«Sarebbe una follia consegnare una città così bene amministrata in mano alla Lega. Alle cittadine e ai cittadini di Bari dico: « Come potete votare un sindaco della Lega, del partito cioè che sta approvando l’autonomia differenziata che vuole togliere risorse al Sud, fare pagare meno insegnanti, sottrarre risorse alla sanità e al trasporto pubblico. Io lancio un appello: questa Lega è la vera nemica del Sud, stanno attuando una vera e propria secessione. Baresi, date un segnale politico importante a questa Legache sta depredando il Sud».
A Bari però il suo partito, Europa Verde, che pure è stato il più deciso sostenitore di Leccese, non riesce a eleggere neanche un consigliere comunale. E proprio mentre l’Alleanza Verdi Sinistra va forte in tutta Italia. Un paradosso?
«E’ un elemento di riflessione. È anche vero però che le divisioni e le incertezze hanno pesato. Le liste non si improvvisano all’ultimo minuto. Aver contribuito a portare oltre 2000 voti è stato importante per arrivare quasi al 50 per cento.
Dispiace per come è andata, avremmo dovuto cominciare a lavorare prima e invece abbiamo perso tempo. Ma abbiamo fatto la scelta giusta».
Anche i vostri alleati, Sinistra Italiana, non sono riusciti a esprimere consiglieri. Hanno pagato l’impegno per l’unità?
«Sinistra avrebbe potuto presentare una lista insieme a noi e invece non ha presentato il simbolo. Parliamoci chiamo, è stato fatto un errore drammatico, quello di non dar luogo alle primarie. Ora non è più il caso di riaprire questa ferita. Ma quello che è accaduto deve servire da insegnamento. Adesso dobbiamo concentrarci su Vito, che è una bella persona, merita e saprà ben amministrare. Sa quali sono i problemi sociale la città. Non vedo l’ora di venire a Bari e inaugurare insieme a lui il parco della Fibronit».