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Autonomia. De Cristofaro: dopo accelerazione Zaia costruire comitati referendari in ogni città

Luca Zaia accelera. Il presidente del Veneto, in scadenza e in cerca di visibilità nazionale, neanche pubblicata in Gazzetta Ufficiale la scellerata legge sull’Autonomia differenziata ha inviato una lettera alla Meloni per chiedere di aprire la trattativa tra lo Stato e la Regione Veneto su 9 materie, dai giudici di pace ai rapporti con la Ue, dal commercio con l’estero alla Protezione civile. Un modo molto furbo di bruciare sul tempo chi si oppone e i governatori delle regioni contrarie alla legge Calderoli. Zaia chiede le competenze su 9 materie subito, e lo fa non perché è uno sprovveduto, ma perché pensa che l’Autonomia debba partire immediatamente, tanto i problemi ci saranno per le regioni del mezzogiorno. Ma, soprattutto il Veneto tornerà alla carica anche sulle quattro materie, tra cui le politiche del lavoro, l’istruzione, la tutela dell’ambiente e della salute, oggetto di un accordo preliminare del 2018 con l’allora governo Gentiloni. Lo abbiamo detto durante il dibattito in Parlamento, e lo ripetiamo, lo spacca Italia trasforma il Paese in venti piccole patrie in perenne guerra con lo stato centrale. Anche il fronte contrario deve premere sull’acceleratore. Nei giorni scorsi si sono svolte le prime riunioni per la costruzione di un fronte ampio contro l’Autonomia. Benissimo, in tempi brevi occorre presentare il quesito e costruire in ogni città e in ogni comune dal nord al sud il comitato referendario contro l’Autonomia differenziata. 

Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama.