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Albania, l’appalto per la gestione dei migranti parte oggi ma i centri non ci sono. E Meloni è costretta a rinviare la sua visita

Avrebbero dovuto aprire oggi ma a Schengjin e a Gjiader al momento ci sono solo le ruspe. L’inaugurazione in pompa magna dei centri per migranti in Albania che – dice Giorgia Meloni – mezza Europa ci invidia, come ampiamente previsto, è rimandata a data da destinarsi, probabilmente non prima dell’autunno. E rinviata è anche la visita in Albania che la premier aveva annunciato per il 27 maggio per verificare l’avanzamento dei lavori di quell’idea (l’esternalizzazione delle richieste di asilo in Paesi terzi) che adesso quindici Paesi vorrebbero copiare per provare a non fare entrare sui loro territori migranti che si ritiene debbano essere rispediti indietro. Niente da fare.

L’appalto milionario alla Medihospes

Altro che inaugurazione prima delle elezioni europee. Quello che sarebbe stato uno splendido spot per il governo per dimostrare l’efficacia di quell’approccio securitario che l’Europa ha finito per condividere con l’approvazione del nuovo Patto asilo e migrazione non ci sarà. Il progetto delle strutture, che il ministero della Difesa ha affidato alla Akkord del barese Fabrizio Palmiotti, presidente di Rete imprese Puglia, è ancora allo stato iniziale. E arrivati alla data del 20 maggio viene fuori la truffa elettorale dei centri, con l’appalto milionario alla Medihospes, la società che a partire da oggi è pronta a fornire tutti i servizi per la gestione dell’accoglienza dei migranti, e la desolante realtà delle due aree in cui dovranno sorgere i centri, dove le ruspe del genio militare stanno ancora lavorando agli sbancamenti e alla realizzazione delle opere di urbanizzazione totalmente assenti. Consegna dei lavori, come si legge nella determina di affidamento dei lavori da parte del ministero della Difesa, prevista per fine ottobre.

Indietro anche l’impianto normativo e organizzativo

E d’altra parte anche l’impianto normativo e organizzativo che dovrà accompagnare tutta l’operazione è a zero. Il ministro dell’Interno Piantedosi da mesi annuncia una modifica alla norma del decreto Cutro sulla cauzione da 5.000 euro richiesta ai migranti, unica alternativa alla detenzione amministrativa, su cui la Corte di giustizia europea non si pronuncerà prima di diversi mesi. Ma della modifica allo studio degli uffici legislativi dei ministeri di Grazia e giustizia e Interni ancora nessuna traccia. Così come delle speciali commissioni prefettizie da destinare all’esame delle richieste di asilo dei migranti provenienti da Paesi sicuri selezionati a bordo delle navi militari italiane che li dovessero soccorrere in acque internazionali.

Bonelli: “Che fine hanno fatto le ragioni di estrema urgenza?”

Chi intende accendere i riflettori sull’affare Albania è Angelo Bonelli dei Verdi. ” I centri non sono pronti eppure per assegnare l’appalto della gestione sono state utilizzate ‘ragioni di estrema urgenza sussistenti’. L’appalto lo ha vinto la cooperativa Medihospes, con una procedura negoziata, senza bando, per un importo di oltre 151 milioni, anziché con una gara ad evidenza pubblica. Si tratta di centri che costeranno all’Italia più di 800 milioni in cinque anni, per gestire non più di 3000 persone contemporaneamente. Le procedure accelerate applicate nei centri dovranno durare non più di 28 giorni ma mi chiedo: come verrà garantito che questo termine non venga superato? Come verrà fatta la divisione in mare tra chi è vulnerabile e chi no? Come verranno effettuati i rimpatri visto che con molti paesi terzi non ci sono accordi? Questo protocollo rappresenta una mera mossa propagandistica. Uno spreco enorme di risorse che servirebbero invece per migliorare un sistema di accoglienza sempre precario e al collasso”.

DA REPUBBLICA DEL 20 MAGGIO 2024